Un problema che colpisce un gran numero di donne (8 su 10) è la pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica, più comunemente conosciuta col nome di “cellulite”.    
 
 
Si tratta di una patologia microcircolatoria del connettivo sottocutaneo in continua evoluzione che richiede un adeguato trattamento.
Il disturbo porta, infatti, ad una progressiva degenerazione del tessuto adiposo, connessa a un sempre più accentuato rallentamento circolatorio, compromettendo definitivamente la microcircolazione e il derma.
 
Le cellulite è strettamente connessa agli ormoni femminili, gli estrogeni, che favoriscono il deposito di grasso nel tessuto sottocutaneo.   
Le cause possono essere molteplici e sono principalmente legate ad uno scorretto stile di vita:
  •             cattiva alimentazione  
  •             stress
  •             sindromi ansioso-depressive
  •             fumo
  •             contraccettivi orali
  •             eccessiva sedentarietà
  •             stipsi
  •             ritenzione idrica
  •             alterazioni della postura
  •             indumenti troppo stretti   

Nella fase iniziale la formazione della cellulite è determinata da un danno a livello delle vene che, per fattori costituzionali o comportamentali, perdono la loro elasticità e tonicità: ciò provoca un rallentamento del flusso sanguigno soprattutto a livello degli arti inferiori.
Il sangue ristagna a livello dei capillari circostanti, che perdono la loro permeabilità, per cui non sono più in grado di nutrire in modo adeguato i tessuti circostanti. Questo processo provoca un'infiammazione dei tessuti interessati, soprattutto quello adiposo, determinando la panicolopatia fibro-edemato-sclerotica o cellulite.

 

Per compensare la ridotta disponibilità di nutrimento e di ossigeno, le cellule e i capillari aumentano in modo abnorme la permeabilità della propria membrana, che diventa eccessivamente sottile e fragile.
A causa di   piccolissimi traumi tale membrana si può rompere, provocando la fuoriuscita di grasso che si infiltra in zone sempre più estese del lobulo adiposo.
Questo diventa sempre più duro, aggravando ulteriormente l'irrorazione sanguigna dei tessuti. Al I stadio la cellulite viene detta edematosa, cioè   caratterizzata da gonfiore diffuso per la presenza di liquidi ristagnanti   avvertibili al tatto perché la pelle è ancora morbida.

Per risanare la situazione, bisognerebbe intervenire in modo da favorire il riassorbimento del grasso; ciò sarebbe possibile eliminando le cause che   hanno provocato il rallentamento del flusso sanguigno.
Se ciò non avviene, l'organismo reagisce isolando le zone in cui è stata alterata la struttura delle cellule dei lobuli, dando origine al II stadio della cellulite, in cui si ha la produzione di nuove fibre di collagene con il compito di incapsulare le zone colpite.
In questo stadio si parla di cellulite fibrosa in   quanto la pelle è dura al tatto e presenta molteplici noduli diffusi che le conferiscono il tipico aspetto di “buccia d’arancia”.
E’ contraddistinto dalla formazione di noduli diffusi soprattutto su glutei, cosce, ginocchia, e raramente anche sull'addome; tali noduli diventano sempre più grandi e dolenti al tatto.
In questa fase, la cellulite è detta   sclerotica, cioè indurita: la pelle presenta gonfiori molto evidenti ed avvallamenti, che le conferiscono lo sgradevole aspetto a “materasso”.

 

  

I sintomi peggiorano e vengono aggravati da insufficienza circolatoria, ancora più accentuata in caso di obesità o sovrappeso.
 
 
 
 
 
 
 
 

 Per affrontare in modo efficace il problema della cellulite occorre seguire un percorso essenzialmente olistico.

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