Si tratta di un disturbo molto diffuso, che può manifestarsi anche attraverso un peggioramento della qualità del sonno e quindi in una inadeguatezza del riposo.

La percentuale di insonnia aumenta con l’avanzare dell’età e in particolare dopo i 60 anni, ma in generale il 40% della popolazione lamenta disturbi del sonno.

 

L’atto del dormire conferisce forza, il metabolismo aumenta aiutando così l’organismo a immagazzinare energia, l’apparato renale e il fegato eliminano più efficacemente le tossine, il sistema immunitario produce più anticorpi, l’ormone della crescita (somatotropo) aumenta la sua secrezione, il midollo osseo fabbrica un considerevole numero di globuli rossi.

In realtà si tratta soltanto di alcuni degli innumerevoli processi che avvengono durante il sonno e che dimostrano quanto esso sia fondamentale per l’equilibrio dell’uomo e quanto possa essere dannoso per la salute il fatto di non dormire in maniera sufficiente o adeguata.

 

Il sonno costituisce un bisogno fondamentale dell’uomo, una necessità istintiva, che gli consente di rigenerarsi nel corpo e nella mente.

  

Naturalmente i disturbi del sonno sono anche legati alla sua qualità: nonostante la sufficiente quantità di sonno, al risveglio si può avvertire un senso di stanchezza e la sensazione di aver riposato male.

In tal caso la causa è spesso da ricercarsi in piccoli risvegli notturni e in numerose interruzioni del riposo a livello inconsapevole, cosicché il sonno perde la sua funzione ristoratrice.

  

Il fatto di non riuscire a prendere sonno spesso genera un’ansia sempre crescente, che contribuisce a peggiorare il disturbo fino a renderlo cronico. Inoltre la diminuzione della durata del sonno e della sua capacità ristoratrice determina ripercussioni, più o meno gravi, sullo stato di benessere e di efficienza dell’individuo.

 Il problema può avere una durata variabile:

  • l’insonnia transitoria è un disturbo occasionale ed   è generalmente legata a circostanze particolari: eventi stressanti, situazioni che destano ansia e preoccupazioni, disturbi fisici, malattie acute,   cambiamento di fuso orario, effetto secondario di alcuni farmaci (cortisonici, anoresizzanti, uso cronico di benzodiazepine e barbiturici), consumo di sostanze eccitanti;
  •   l’insonnia a breve termine può protrarsi anche per alcune settimane ed è causata da fattori generalmente più gravi di quelli dell’insonnia transitoria: eventi stressanti maggiori, stress prolungati, lutti, traumi;
  • l’ insonnia cronica è un disturbo persistente nel tempo che può essere determinata da diverse cause: disturbi della sfera emozionale (depressione di tipo reattivo o endogeno, disturbi psichiatrici di diverso tipo), malattie fisiche (patologie cardiache, ipertiroidismo, asma, ulcera pertica, ernia iatale, dolori artrosici, apnee notturne, sindrome premestruale, ipertrofia prostatica), assunzione di particolari farmaci, abuso di alcol oppure sostanze eccitanti, uso di droghe.
     

 

Dal punto di vista psicosomatico, chi soffre di insonnia in realtà ha difficoltà a lasciare il proprio controllo consapevole e ha una paura inconscia di abbandonarsi. Addormentarsi, infatti, presuppone allentare ogni controllo e sospendere ogni attività, richiede disponibilità e fiducia, capacità a lasciarsi andare, disponibilità. Chi soffre di insonnia è spesso una persona ipercontrollata, iperrazionale, iperattiva, il cui stato di allerta è chiaramente testimoniato dalle tensioni muscolari registrate dal corpo.

 

  

 

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